RESTO AL SUD 2.0


FINALITA’ DELLA MISURA

L’art. 18 del D.L. 60/2024 e l’art. 2 del decreto attuativo stabiliscono che Resto al Sud 2.0 mira a:

  • Favorire l’avvio di nuove imprese e attività di lavoro autonomo nelle regioni del Sud al fine di ridurre l’emigrazione giovanile, stimolare lo sviluppo economico e contrastare fenomeni di marginalità
  • Promuovere inclusione attiva ed occupazione giovanile attraverso percorsi personalizzati di formazione, tutoraggio e supporto all’autoimpiego
  • Incentivare progetti innovativi, digitali o “green” grazie a voucher maggiorati per investimenti ad alto valore aggiunto


Requisiti soggettivi e oggettivi di accesso

Destinatari

Possono presentare domanda le persone fisiche che al momento della richiesta:

  • Non hanno compiuto 35 anni (under 35);
  • si trovano in condizioni di marginalità, vulnerabilità o discriminazione, oppure sono inoccupate/inattive/disoccupate o risultano disoccupate iscritte al Programma GOL;
  • non sono titolari di attività d’impresa in esercizio e non hanno beneficiato di altre misure di autoimpiego dello stesso tipo;
  • possiedono (o si impegnano a trasferire) la residenza nel territorio ammissibile e non svolgono attività con codice ateco escluso.

Sono ammesse anche forme aggregate: società di persone, società a responsabilità limitata (anche semplificata), cooperative e società cooperative sociali. Ogni socio deve soddisfare i requisiti sopra esposti. Le persone fisiche possono avviare iniziative individuali mediante apertura di partita IVA.

Oggetto e sede delle iniziative

Le iniziative devono consistere nell’avvio di imprese o attività professionali in qualsiasi settore produttivo, esclusi quelli vietati da norme europee (es. pesca, produzione primaria di prodotti agricoli, carbone). L’art. 19 del decreto attuativo precisa che l’unità operativa deve essere localizzata in una delle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia


Tipologie di beneficiari e forme societarie

Resto al Sud 2.0 è aperto a:

  • Persone fisiche che intendono aprire la partita IVA per svolgere attività di lavoro autonomo o d’impresa;
  • Società di persone (s.n.c., s.a.s., società semplici);
  • Società a responsabilità limitata, anche semplificata;
  • Cooperative e cooperative sociali;
  • Associazioni tra professionisti.

Per le società è richiesto che almeno la maggioranza assoluta del capitale e dei diritti di voto sia detenuta da soggetti in possesso dei requisiti di età e di status. Tutti i soci che richiedono gli incentivi devono partecipare al percorso di formazione e tutoraggio.


Spese ammissibili e non ammissibili

Voucher (art. 20–21 del decreto attuativo)

Il voucher finanzia il 100 % delle spese ammissibili, entro i limiti di 40 000 € per iniziativa (50 000 € se le spese riguardano beni innovativi, digitali o a elevata sostenibilità ambientale). Le spese devono essere sostenute entro 9 mesi dalla concessione del contributo, prorogabili a 12 mesi.

Sono ammissibili:

  • acquisto di macchinari, attrezzature e arredi nuovi;
  • hardware, software e servizi digitali (siti web, e-commerce, piattaforme ICT);
  • immobilizzazioni immateriali quali acquisizione di competenze, naming e marchi;
  • consulenze tecnico-specialistiche finalizzate all’innovazione, transizione digitale o ottenimento di certificazioni ambientali/energetiche, purché erogate da enti del Terzo Settore e nel limite del 30 % del voucher.

Non sono ammesse spese per l’acquisto di terreni o immobili, lavori di ristrutturazione, redazione della domanda, consulenze legali e fiscali, tasse e oneri notariali.

Contributo a fondo perduto per programmi di investimento (art. 22–23)

Per programmi di investimento più ampi, oltre al voucher, è previsto un contributo a fondo perduto che copre una percentuale delle spese ammissibili:

  • 75 % del valore del programma per investimenti fino a 120 000 €;
  • 70 % per programmi compresi tra 120 001 € e 200 000 €.

Il business plan deve seguire un format che sarà approvato da Invitalia e allegato alla domanda. Le spese ammissibili per i programmi di investimento ricalcano quelle previste per il voucher e possono includere anche opere murarie (fino a un limite del 50 % del totale) e spese per l’avvio dell’attività (materie prime, utenze per i primi mesi), mentre restano escluse le spese già elencate tra quelle non ammissibili secondo l’art. 21.


Entità e composizione del contributo

La composizione degli incentivi per RSUD 2.0 è la seguente:

Gli incentivi sono cumulabili con altri aiuti di Stato nel rispetto del regime de minimis e sono compatibili con l’indennità NASpI (se fruita in un’unica soluzione) e con il supporto per la formazione e il lavoro. Non è previsto il ricorso a finanziamenti bancari (a differenza del vecchio Resto al Sud), pertanto l’intervento è totalmente a fondo perduto. Il contributo complessivo non può superare 200 000 € per progetto.

Dott. Mario Piscitelli

Via Luigi Doronzo n.10 F Barletta

P.IVA: 09012330727